Pensiero di backup 4568 "Le sveglie non sono mai abbastanza"
C'era un tempo in cui svegliarsi la mattina aveva il gusto di un duello medievale. Era quasi un corpo a corpo tra me e mia madre. Non lo confesserà mai, ma sono convinto che provasse sempre un certo sadico gusto nel spalancare la porta di camera mia, alzare le tapparelle metalliche con impeto wagneriano e aggiungere: Michele è ora di svegliarsi!
Nelle mattine di inverno particolarmente fredde, se la mia rapidità di esecuzione non rispettava i suoi gusti prussiani, aveva anche il coraggio di togliermi il piumino e portarselo fuori dalla stanza.
Nel complesso potevo crescere più traumatizzato. L'ho sempre perdonata per i pizzoccheri che mi cucinava.
Adesso però, all'alba dei trenta e di una vita in solitaria con un lavoro di ricerca senza veri orari di ufficio, è tutto più complicato.Ultimo ma non ultimo, il progresso ci ha regalato i telefoni cellulari. Ma soprattutto, l'applicazione sveglia.
Nell'era pre-cellulare di sveglie ne esisteva solo una, aveva un suono netto e inconfondibile. Magari capitava di lanciarla contro la parete, ma con pochi euro potevi sostituirla o riparla.
Oggi è diverso.
Nel mio cellulare ad esempio, sono arrivato al record di quattro sveglie.
La prima emette il suono dei gabbiani in riva al mare alle 6.45, la seconda alle 7 attacca con una famosa ballata brasiliana, la terza alle 7.30 con il canto del gallo, e infine, dulcis in fundo, alle ore otto ci sono gli squilli di tromba.
Credo vi sia qualcosa di patologico nel mio trovare il modo di spegnerle e rimettermi subito a dormire. Stamattina ad esempio, mi sono svegliato perchè stavo sognando di trovare la bici senza manubrio, ma non per le sveglie! Erano le 8.50 !?
Ho un rapporto molto fraterno con la mia bici, e la mia audace mente, ha trovato più oltraggioso che nel mondo di orfeo qualcuno mi rubasse il manubrio piuttosto che darmi la forza di alzarmi alla seconda sveglia.
Non saprei dire quanto questa dialettica tra me e le sveglie possa andare avanti, ma sicuro esiste un angolo di paradiso per tutti coloro che da quando sono nati hanno la forza di alzarsi al primo canto del gallo. Sono figure mitologiche a mio parere, da guardare con timore e reverenza.
Una mia compagna dell'università ad esempio, da circa dieci anni si sveglia tutte le mattine alle 5.30 per prendere il pullman da un paesino sperduto della provincia piemontese e arrivare in centro a Milano. Se mi limitassi a dire che è una persona diligente, questo sarebbe riduttivo. A mio modesto parere, persone come lei hanno tutta la caratura di un personaggio storico da raccontare in una puntata di Super Quark di Piero Angela.
Nella suo pensiero filosofico, Socrate ammetteva di non sapere. Io, ammetto di non saper alzarmi alla sveglia.
Ps. Questo pezzo è stato scritto con una marcata autoironia, e si basa sulla situazione contingente che, nonostante i miei trent'anni di età, non abbia ancora un cartellino da timbrare. E' evidente che ogni argomento smetterebbe di esistere di fronte al deus ex machina: la verità è che non hai un cazzo da fare.
Ma se così fosse, che sto scrivendo a fare in questo blog ?
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