Pensiero di backup 1399 "Unghie e Skyscanner"

Ci sono tanti modi per descrivere una dipendenza, personalmente trovo che il modo più semplice ed efficace sia quello delle unghie. Lo so, è scontato, poco narrativo, ma per i mangiatori seriali come me, si tratta di una questione molto personale.
Sia ben chiaro, non mi va di scrivere di unghie, anzi, l'averne accidentalmente aperto la pagina di wikipedia (si, esiste, lo giuro) mi ha lasciato un po' inorridito. Un orrore che durerà mezza giornata, poi continuerò a mangiarle come prima nonostante  quello che ci finisce sotto e sopra.
Il fatto è che l'unghia è un pretesto, è l'espressione di un comportamento quasi extra-corporeo. Molte volte mi capita di trovarmi con le unghie in bocca senza nemmeno ricordarmi quando avevo iniziato!

Il bello e il brutto di questa dipendenza è che non fa troppo male, non è come il fumo o gli stupefacenti, ma c'è, è tangibile. Quando mi faccio una doccia oppure ho le mani coperte di magnesite per l'arrampicata ne vedo i segni. Mi inorridisco quanto basta e poi dimentico.

Questa mattina mi ero svegliato presto, nella ipotetica scaletta della giornata del buon lavoratore ero partito alla grande. Colazione, doccia, caffè e alle otto già sulla tesi. Poi è iniziato tutto il resto, come ad esempio ricevere una email del proprio relatore che ti fa buttare quattro giorni di lavoro in un battito di ciglia. E allora skyscanner, ricera per volo diretto a Tokyo a fine gennaio (424 euro) e unghia del mignolo sinistro sgranocchiata avidamente. Non ho abbastanza soldi e allora torno sulla tesi.

Negli ultimi giorni romani,quelli più tristi, quando per alzarmi dal letto mi ci voleva un autocarro e fin da subito partivo con l'umore sotto i tacchi, provai a combattere la mia personale lotta contro i mulini a vento.
Arrivavo a fine giornata e mi chiedevo: che cosa ho fatto di sbagliato oggi ? In cosa posso migliorarmi ? In alcuni rarissimi giorni tutto filava: sveglia presto, cibo sano, niente unghie, ottima produttività al lavoro. Ma poi in un attimo, tutto crollava, come un castello di carte.
Fu uno sforzo epocale, col senno di poi, mi sembrò quasi un ingenuo tentativo di spegnere il mio personale rumore bianco.Un rumore bianco è come un disturbo di sottofondo, un fastidio sempre presente.

Non sono un nichilista, anzi, se ci fosse una telecamera che mi riprende mentre parlo con i miei amici, mi stupirei di quanto entusiasmo ho ancora nell'immaginare viaggi e progetti. Ci provo, anche se spesso mi va male.
La verità è che ho paura, ho paura ad ogni email della prof e in tantissime altre occasioni. E sarò onesto, nella maggioranza dei casi non ho voglia di affrontarli. E' questo il mio rumore bianco.
E allora unghie e skyscanner, dopo tutto, sono dipendenze che non fanno male nessuno, sono le mie coperte di Linus, le indosso prima di lanciarmi al galoppo sopra al mio fedele ronzinante. 

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