Ricordo di backup 2112 "Domani, forse, lo racconterò"

Oggi è una giornata speciale, lo senti nelle ossa. Ti sei alzato a un orario decente, hai visto un po' di sintesi delle partite NBA che ci sono state nella notte, e stranamente la schiena sembra farti meno male. E' un dolore sempre presente, come un vecchio amico, se uno di questi giorni scomparisse vorrebbe dire che sei nel mezzo di un sogno.
Sento che oggi riusciremo a parlare.

Oggi è l'ultimo giorno dell'anno, stasera grande festa , hai invitato pochi amici, ma sono quelli buoni. Sono quelli che ti vorresti portare dietro fino a quando il ginocchio operato non ti obbligherà a girare con il vecchio bastone di nonna. 
Inizia ad accendere il PC, una pagina bianca, non ti serve altro.

La tesi e tutti gli altri impegni sembrano avere un altro peso l'ultimo giorno dell'anno, cosa c'è di meglio del 31 dicembre per affidarsi al dio del giorno dopo ? 
Ma niente filosofia oggi, se ti sbrighi a preparare quello che ti è stato chiesto, avrai tempo di dedicarti alle tue storie. Ai tuoi personaggi, le tue fantasie,le tue interviste, le tue parole e le tue amate virgole.

Seduto, di fronte allo schermo. Silenzio.
E allora ti ricordi che ieri notte, prima di tornare da casa dei tuoi, sei passato al Carrefour: tre scatole di ceci e tre scatole di fagioli borlotti. Questo anno andiamo sul facile, ti hanno chiesto antipasti e una paio di bottiglie di vino per il cenone. Nella tua testa l'hummus di ceci si fa con il cumino, ma Ilaria ti chiamerà per ricordarti di aggiungere aglio e rosmarino. Non importa, oggi protesta non violenta, l'hummus lo farai senza aglio. E poi si sa, le cose pratiche aiutano a riattivare la mente, danno nuova energia.

Hai finito di cucinare, le pentole sono già in lavastoviglie.Ora però siediti, non aprire il sito della Gazzetta,  non aprire Facebook oppure il Corriere della Sera. La scrivania è bianca e pulita, non ci sono distrazioni o oggetti da sistemare per pulire il salotto. Sono qui, perchè non mi parli ?

Lo sai che sono esattamente quattro giorni che il tuo corpo non si muove? Quattro però è un eufemismo. Il tuo ritorno sulle pareti di arrampicata martedì scorso  non è  certo paragonabile al ritorno di Mohammad Alì a Kinshasa per riprendersi il titolo dei pesi massimi. Una onesta via di mezzo tra una guida alpina ubriaca e un insaccato che penzola da dei moschettoni.
E allora corsa, l'ora è quella buona, l'aria e fresca e le tue scarpe Mizuno bucate all'altezza dell'alluce scalpitano dentro la borsa della palestra. 
Sono sicura che quando tornerai potremo finalmente parlare.

Pronto. Si, ammettiamolo, in tenuta da running fai la tua porca figura. Probabilmente uno sponsor vivente della Decathlon e con troppi colori verdi fosforescenti che ti fanno assomigliare più a un tecnico della manutenzione stradale piuttosto che all'erede di Stefano Baldini, ma non importa. Il tocco di classe è il berretto di lana con cui tatticamente riesci a tenere  fermi gli auricolari presi con i punti Esselunga tanti anni fa. Tre minuti di corda ascoltando la musica di Rocky e poi si parte. Cronometro attivato.

I primi cinquecento metri ti senti un leone, la falcata è quasi perfetta, ti viene quasi da pensare: oggi lo sfondiamo questo muro dei dieci chilometri!
E poi polpaccio. Sempre lui, sempre dannatamente lui.
Il dolore sale incessantemente, non vuole fermarsi, le tue fibre muscolari si ribellano, non sembrano neanche tue. Sembra quasi che a correre con questi piedi taglia quarantadue ci sia il sosia di Giuliano Ferrara. Il fiato c'è, ma perchè le gambe ti fanno così male ?
Cammina, la tua vecchia collega della piscina che faceva triathlon diceva sempre che in queste situazioni bisogna fermarsi e distendere i muscoli.

Alza la testa, il parco è semi deserto, ma i colori sono quelli giusti. Che bello sarebbe se domani dopo la sbornia ci fosse un manto di neve a ricoprire tutto ? E poi guarda, guarda lui!
Ha una faccia pallida, la pelle secca dalle troppi notti dormite all'addiaccio e tre sacchetti della spesa con probabilmente quello che noi chiamiamo conto corrente nel mondo di tutti i giorni
Ha bisogno di noi, ha bisogno di qualcuno che racconti la sua storia.
Ci dobbiamo parlare, non dobbiamo aiutarlo, o almeno non per forza. Come si chiama? Come è arrivato? Qual'è la sua storia ? Perchè si tiene le dita sopra i timpani ? Sembra volersi escludere da tutto e da tutti, perchè lo fa ? Hai idea della inutilità del capodanno per un senza tetto ? Che razza di blogger sei se non ti viene voglia di raccontare queste storie !!!

Dannati polpacci! Anche oggi non sono riuscito a fare tutto il giro del parco! Ma domani ce la farò, me lo sento! Mi sveglierò a un orario decente e riprenderò con la tesi. E poi addominali e meno carboidrati. Pugilato due volte alla settimana e prime ripetute per allenarsi al corso di alpinismo di inizio aprile. A proposito, da quanti giorni non aggiorno il blog ?

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