Racconto di backup 1109 "Homo Esselunghis"

Prezzo al chilo e "Sturm und Drang"

Nella mia famiglia i supermercati sono una religione. Non lo dico con disprezzo o snobbismo, ma il tempo a tavola che viene dedicato all'argomento non ha nulla da invidiare al tempo che viene dedicato  a dispute teologiche.
I supermercati, nella famiglia Rocca, sono un argomento che merita attenzione, sempre.

L'origine di questo dibattito risale a circa dieci anni fa, quando cioè mio padre ottenne il monopolio delle sortite all'Esselunga. La nuova politica alimentare portò il dibattito famigliare su un altro livello, se in precedenza le discussioni erano infatti relative a cosa comprare, con la nuova politica si iniziò a discutere di come comprare. Il nuovo mantra paterno era, ed è tutt'ora in certi giorni: il prezzo al chilo.

Il prezzo al chilo è una sorta di panacea contro i mali del nostro tempo, egli infatti non mente. Quindi, per quanto la Mulino Bianco faccia delle pubblicità fighissime in cui l'unica cosa che ti viene in mente chiusa la televisione è: voglio qualcosa qualcosa di inzupposo. Il prezzo al chilo si innalzerà come strumento di lotta agli incantesimi del marketing con il volto di Antonio Banderas.
Il prezzo al chilo è facilissimo da utilizzare, vedi il prezzo, vedi quanti grammi di prodotto ci sono nella confezione e poi ti chiedi: mi stanno pigliando per il culo ?

Dal mio punto vista, il prezzo al chilo è una sorta di enciclopedia, è frutto dell'illuminismo, ma come la storia della letteratura ci insegna, all'illuminismo seguì poi il romanticismo.

Se nel romanticismo tedesco ci fu  il movimento dello "Sturm und Drang", in casa Rocca, quando ancora ci abitavo, iniziarono ad entrare stabilmente i rollinz di Star Wars ed Harry Potter. Per chi non lo sapesse, i rollinz sono pupazzetti simili al subuteo che esselunga ti "regala" ogni venticinque euro di spesa. I pupazzetti creano un legame empatico con il supermercato, non si sceglie più in luogo in funzione del miglior prezzo, ma si sceglie il luogo per i ricordi e i pupazzetti post vendita.
Esselunga è casa, punto. Questo è il nuovo mantra paterno.

Il mio mantra, da quando ho iniziato a vivere da solo infatti, è leggermente diverso. Ho preferito distaccarmi da queste ultime derive romantiche per mantenere un atteggiamento illuministico. Il mio recente avvicinarmi alla dottrina Eurospin quindi, non ha nulla da invidiare allo shock creatosi presso la curia vaticana quando si scoprì che Lutero aveva inchiodato le sue 95 tesi sulla porta della cattedrale di Wittemberg !

Per concludere, il racconto che troverete qui sotto venne scritto sei anni fa. Una ennesima testimonianza di come il supermercato, nella mia famiglia e nella mia educazione, è una sorta di religione!

HASTA ESSELUNGA! SIEMPRE!

Mancano dieci minuti alla fine del turno della cassa dodici, la cassiera butta lo sguardo oltre lo scaffale delle gomme da masticare e sbuffa. È il suo primo giorno, ma proprio non pensava che venisse così tanta gente al sabato pomeriggio. Tra due ore circa inizia la finale di X factor, non può perderla, suo figlio sta usando il video registratore per un cartone che fanno una volta al mese. Ci ha litigato per due minuti, poi ha deciso che avrebbe fatto la madre amorevole.
Sono quarantadue euro e sessanta centesimi. Carta o Bancomat?
La cassiera alla postazione numero dodici spegne la luce del numero per annunciare ai clienti che la cassa sta per chiudere, lascia nella fila un paio di persone e fa allontanare i neo clienti che, come se avessero appena ricevuto una pagella piena di insufficienze, se ne vanno con la coda tra le gambe.
X factor sto arrivando, fanno dodici euro signore,arrivederci.
Qui cassa sette,precedenza per disabili e madri incinte, in coda ci sono un messicano con una confezione di patatine marca PAI ,tre ragazzi di appena quindici anni con una cassa di birra in mano.
Una donna incinta si mette in coda, guarda l’orologio e chiede permesso.
Nessuno si sposta,i ragazzi hanno gli auricolari alle orecchie, muovono la testa come se fossero uno di quei pupazzetti che si mettono sul cruscotto della macchina e gli si muove l’enorme testa grazie a una piccola molla nascosta.
Il messicano si gira, abbozza un que pasa, e fa segno di andare avanti.
La signora, circa quarantenni con vestito da grandi magazzini color blu scuro, sorride e si muove verso la cassa.
Niente da fare, i ragazzi neo alcolizzati con una cassa di birra in mano non si schiodano di un millimetro,la musica alle orecchie è troppo alta per qualsiasi comunicazione con il mondo esterno.
È nota la forza fisica di una donna incinta, istinto di procreazione, voglia di proteggere il proprio figlio dai pericoli, qualcosa di simile insomma. Un retaggio del nostro passato di primati e uomini di caverna. Ma nessun retaggio può valere quanto la rabbia che ti pompa nelle vene quando in mano hai una confezione di ghiaccioli Esselunga gusto banana in mano e senti la goccia di condensa che ti scivola per la mano. Davanti hai dei poppanti che ti ostacolano il cammino e hai appena perso due euro giocando come ogni settimana al superenalotto e ti eri ripromessa di non farlo mai più. A tutto c’è un limite.
Vetri che si rompono per terra, la faccia dei ragazzi non è minimamente paragonabile allo sgomento, semplicemente di più. Sono a terra bagnati di birra tiepida e con vetri rotti tutti attorno. Una donna sulla quarantina gli punta il dito in faccia e urla come se fosse al mercato del pesce.
L’addetto alla sicurezza si precipita nel luogo del misfatto e cerca di calmare gli animi.
Una voce tra i corridoi urla: Aprite le casse!
Cassa numero due,vicino al reparto ortaggi. Carlo è uno dei tanti finito in cassa di integrazione causa crisi, non ci capisce una mazza di prodotti tossici e finanza derivata, ma sa leggere lo scontrino.
Scusi signorina,perché qua questo prodotto è segnato? Non era in promozione? Prendi due e paghi uno?
Mi faccia controllare.
La cassiera alla postazione due ha deciso di stare in quel posto perché andare avanti con gli studi le sembrava inutile. A che ti serve una laurea in scienze dell’educazione quando la tua migliore amica, laureata in linguaggi dei media con ottanta, è nel consiglio di amministrazione dell’azienda del padre e prende al mese quanto cinque professori con anzianità messi insieme?
Il problema signore è che lei ha preso una confezione di biscotti marca Bistefani da 50 e da 60,la promozione vale solo per i 50.
Ma scusi come faccio a capire la differenza?
La cassiera prende le due buste di biscotti, sono assolutamente identiche. Le gira un po’, ecco la differenza. Un bollino in alto a destra della grandezza di un francobollo segnala 50 o 60 gocce di cioccolato.
Carlo scuote la testa e con la tranquillità di un uomo che si è visto rubare la bici sotto gli occhi chiede: ma è assurdo, come si può notare questo particolare? È una truffa.
Dal fondo della fila ,cassa numero due, un uomo sulla trentina con in mano una bottiglia di Porto di annata e la borsa di Karate in spalla urla: andiamo sono solo tre euro, siamo tutti in coda e di fretta!
Carlo segue un corso di controllo della rabbia da almeno due anni,da quando ha mandato il suo supervisore all’ospedale con un polso rotto perché gli diceva che una merda avrebbe fatto meglio il suo lavoro.
Tre euro oggi e domani, diventano soldi a fine mese bamboccio!
Come mi hai chiamato scusa?!
Gli spettatori della cassa uno e tre si girano come se una calamita gli avesse attirati, un ragazzo apre un pacco di pop-corn e li mangia nervosamente come se al cinema stesse per iniziare il duello finale tra l’eroe e la sua nemesi.
Gli altri in coda alla cassa due, si scansano.
Carlo e  il karateca si guardano come in un film di Sergio Leone, aspettano solo il rintocco della campana.
Aprite le casse!Un ragazzo dal fondo della corsia cinque tira fuori una armonica dal taschino e incomincia a suonare come se fosse la spalla di un artista country, l’addetto sicurezza cerca di placare l’ira della donna incinta in corsia sette. La cassiera della dodici ha chiuso i battenti e si accende una sigaretta fuori da quel misto di prodotti sotto vuoto e aria condizionata, X factor sto arrivando.
Il pugno di Carlo sembra rimbombare sulla mascella del giovane, i due cadono a terra a causa del pavimento scivoloso.
Il pacchetto di pop-corn in corsia uno è quasi finito, il ragazzo con l’armonica sembra pervaso dal fuoco dell’arte e suona con immensa grazia.
Reparto salumeria, sta per essere servito il numero novanta, un’ anziana si sbraccia e chiede al numero novanta se può ordinare prima di lui, deve chiedere solo una cosa ed è veramente di fretta.
Il numero novanta annuisce con un po’ di riserva,guarda il rotolo dei biglietti e vede che il prossimo da strappare è il numero novantasei. Che cambia aspettare cinque numeri?
L’anziana signora tira fuori un pezzo di carta dalla tasca, si mette gli occhiali e pronuncia le seguenti frasi che fanno scattare l’ira del  numero novanta come se fosse in un’ arena di gladiatori: due etti di prosciutto crudo stagionato,due etti di prosciutto cotto di Parma, mezzo etto di bresaula, un tocco di pecorino e tre etti di insalata russa.
Ma non erano due cose signora?!?!
E dai non se la prenda, vedrai che il macellaio è veloce, vengo sempre qua, vero Giuseppe?
Giuseppe, che si chiama Manuel Sanchez ed è in Italia da tre anni, annuisce con la testa, gli hanno detto di fare sempre così quando un’anziana parla,se no l’avrebbe tenuto fermo per ore,e poi non sa cos’è la bresaula e si è appena fatto una canna con l’addetto alla pescheria, meglio non mettersi in mezzo a certe faccende.
Il numero novanta scoppia come una pentola a pressione, è dovuto venire a fare la spesa anzi che restare a casa a leggere il suo libro, è stata la ragazza a dirgli di andare, stasera vengono ospiti. Amici di lei,lui li detesta, ed ha sempre detestato le persone che saltano le file.
Scaffale del latte, un bambino seduto nel carrello si diverte a prendere ogni oggetto che vede e a buttarlo per terra. È pura estasi per lui, il che comporta instancabili grida di felicità capaci di bucare il timpano ad ogni essere vivente. La madre sta parlando con uomo di fronte ai cereali, lo vede da mesi, finalmente oggi ha avuto il coraggio di parlargli e chiedergli magari il numero di telefono.
Il quindicenne con l’armonica continua a suonare e chiude gli occhi pensando alla sua ragazza che lo ha appena tradito, perché lo hai fatto chiara? Io ti amavo.
In corsia sette la donna incinta sta lanciando delle riviste contro la guardia di sicurezza dopo che questi, per fermare la sua ira, l’ha strattonata e per sbaglio e lei è caduta. Retaggio primordiale, una madre difende il suo piccolo come una leonessa se necessario.
In corsia due una decina di persone si sono riunite attorno all’improvvisato ring, il ragazzo che prima mangiava pop-corn ora raccoglie scommesse. Carlo è dato vincente cinque a uno, l’avversario fa Karate e si vede, ma sarebbe un errore sottovalutare l’ira di un uomo preso per il culo dalle promozioni Esselunga.
Michele ed Oscar sono due magazzinieri che lavorano per pagarsi gli studi, sono amici di lunga data. Il loro turno sta per finire, hanno appena sistemato le confezioni di cracker Barilla in corsia quattro.
Dobbiamo fare qualcosa? Dice Michele con le braccia conserte e un lungo sbadiglio a seguire.
Oscar tira fuori dalla tasca una cartina e del Drum appena comprato, mette il tabacco in mano: ma lo sai che ci pagano una miseria?
I due magazzinieri improvvisano una poltrona con le confezioni di acqua Levissima vicino al reparto surgelati.
La situazione incomincia a essere caotica, il boss del super mercato sta per prendere in mano l’interfono come se dovesse fare un annuncio da cui dipenderà la sua carriera.
Luca lo blocca e gli toglie di forza il microfono dalle mani.
Luca è un sessantottino vecchio stile,l’unico problema è che lui non è mai stato a una manifestazione, i genitori al tempo glielo impedivano.
Da anni sognava un riscatto, con le lacrime agli occhi e il ricordo vivido del film Braveheart che ieri ha noleggiato da Blockbuster urla fino a perdere la voce: libertà!!!
In corsia nove un uomo sulla carrozzina si impegna in una improbabile impennata che finisce sullo scaffale delle salse pronte, per terra un misto pesto e salsa ai quattro formaggi sembra formare un quadro futurista.
La corsia nove è chiusa, ma Fede è un rockettaro vecchio stile,sesso droga e rocknroll,sale sul tapirulan e attacca la chitarra elettrica , inizia con il rif di “Hey Joe“ di Jimmy Hendrix.
Aprite le casse!Si sente dalla folla.
Oscar e Michele passano tra le casse con le mani in tasca, e due sigarette fatte a mano in bocca, sono ancora spente.
Scusa ma quello con la chitarra elettrica da dove è venuto fuori? A boh, e che ne so io.
In corsia due Carlo e il Karateca hanno finito l’incontro, si stanno abbracciando, hanno entrambi letto il libro “Fight club” e gli sembra di essere rinati, gli scommettitori sono delusi, il tutto si è concluso in un pareggio.
La guardia è libera dalla furia di una donna gravida, prende la pistola e spara due colpi in aria.
Tutto tace.
A poco a poco ogni cosa torna come prima.

Fanno trentatre euro e novanta centesimi,grazie e arrivederci.

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