Ricordo di backup 1877 "Quando c'era Blockbuster"
Ad essere onesti non ricordo esattamente l'anno, ma tenete presente che c'erano ancora i VHS, i DVD venivano relegati a semplici oggetti di design per pochi amanti del hi-tech, e le serie televisive erano ancora una droga per pochi.
Sul finire degli anni novanta insomma, la scelta dei film da vedere il venerdì sera aveva delle dinamiche molte diverse rispetto a quelle che viviamo ai giorni d'oggi.Erano feroci, darwiniane, ma in qualche modo più ugualitarie.
Prendiamo ad esempio il mio trauma infantile legato al continuo rimandare la visione del film Jumanji.
Venerdì, ore 19 circa, papà lascia la Peugeot formato cassa da morto a quasi cinquecento metri dal Blockbuster di viale Papiniano, io scendo e mi faccio in volata la strada fino alle porte del negozio. Corro, corro con una corsa paragonabile a quella di Tardelli dopo il goal alla Germania nella finale del 82. Ma niente. Anche questa volta nessuna copia disponibile.
Il sorriso di Robin Williams mi guardava beffardo, una sera avevo persino pianto per l'ennesima corsa senza successo!
Erano anni difficili, i film più belli infatti, erano sempre esposti con il contagocce, e nella mia innocenza pre-adolescenziale, non riconoscevo nessuna sapiente strategia di vendita organizzata da un negozio con il monopolio del settore.
La questione era davvero importante dal mio punto di vista, perchè se non si trovava un film decente da portare a casa, toccava vedersi quello che a caso rifilava mediaset o rai. Se poi il film era in prima visione ed era su canale 5, col cacchio che mia madre mi lasciava restare sveglio con tutta la pubblicità del ciobar che ci infilavano in mezzo!
Ecco, questo era il mondo ai tempi di Blockbuster.
Milano, ore 20.30, oggi.Torno da pugilato e con metronomica precisione eseguo il rituale: scarpe, giacca, bagno, macchina del riso,piastra della carne, pipì e accensione del computer.
Il gesti sono semplici, ma se eseguiti con precisione, portano senza stress al momento clou della serata: la scelta di cosa mettere in televisione.
Non sto scherzando, ho avuto sere che ho passato più tempo a scegliere cosa vedere su Netflix, Amazon Primevideo, Raireplay e simili, che a vedere quello che avevo scelto!
Ai tempi di Jumanji la vita era più semplice, mica avevi centinaia di serie televisive tra cui scegliere, e se volevi vedere una tetta, era ovvio che dovevi disegnarti degli improbabili baffi con il pennarello Stabilo e pregare che l'edicolante fosse troppo annoiato per chiederti quanti anni avevi ( come può esistere selezione darwiniana se esistono siti porno con sessanta categorie !? O sessanta, giuro !).
La sindrome Netflix, su cui a breve l'organizzazione mondiale della Sanità si pronuncerà, consta di un altro potentissimo agente patogeno. Il nonl'haiancoravistismo. Il nonl'haiancoravistismo è un agente patogeno molto aggressivo, probabilmente nato agli albori della terza stagione del Trono di spade, di recente ritornato alla carica con la seconda stagione di Stranger Things, ma soprattutto capace di attaccare organismi all'apparenza totalmente immuni ad esso. Vi lascio immaginare la scena: pranzo della domenica, polpettone, purè, un bicchiere di vino e mio padre e mia sorella che discutono dell'ultima puntata di Narcos. Ma voi come vi sentireste a sentirvi rimproverati da vostro padre per non aver visto una serie ?!
La sindrome Netflix insomma, è un ansia inspiegabile, una sorta di euforia autolesionista paragonabile al buffet degli antipasti del matrimonio di mia cugina giù in Sicilia. Era maestoso, era ricco. Ma ad ogni boccone sapevo che il mio stomaco si sarebbe riempito un po' di più impedendomi di provare tutto.
Ps. All'età di 20 anni feci un colloquio per lavorare da Blockbuster come commesso, era una pre-selezione delle risorse umane. Non so perchè, ma nella mia ingenuità da studente della facoltà di economia ebbi il coraggio di chiedere al mio potenziale datore di lavoro: ma non avete paura di fallire con la concorrenza di Sky e internet ?
Ovviamente non mi presero, ma qualche anno dopo Blockbuster dichiarò fallimento, forse qualcuno mi aveva davvero ascoltato quando piangevo per Jumanji !?
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