Ricordo di backup 1102 "Progetto Francigena, Parte 2. Paure profonde "
Ho avuto paura.
Non sono i soliti problemi esistenziali con cui ti puoi svegliare il martedì mattina prima di andare al lavoro, ma una paura fisica, primordiale. Una paura.... quasi piacevole.
Riavvolgo il nastro. Giovedì tardo pomeriggio sono arrivato a San Quirico d'Orcia,uno stupendo Borgo medievale toscano dove due sono le cose che mi hanno colpito : la quantità di americani e scoprire che le sue campagne sono state il set del film "Il Gladiatore". Ovviamente c'era tutta la parte storica, ma che volete che vi dica, Russel Crowe batte storia uno a zero. In ogni caso,sono arrivato davvero stremato, gambe pesanti e schiena a pezzi.
Dopo un breve coma di due ore e una doccia bollente, ho iniziato a pensare al giorno successivo, 33 Kilometri e 900 metri di dislivello,destinazione: Radicofani.
La cena a San Quirico è stata quindi la preparazione di un piano di fuga. Ho letteralmente passato primo, secondo e contorno a studiare tutti i modi possibili per ammorbidire una tappa così ostica. Il meteo poi dava pioggia,ma chi me lo faceva fare ?!
Eppure l'ho fatto.
I primi dieci chilometri sono filati via come l'olio, ogni due ore sosta stretching e barretta energica, ma soprattutto, tanti racconti. Per i vecchietti come me, quando si era piccoli esistevano delle fantastiche audiocassette con le storie Disney dove al suonare del campanello dovevi girare la pagina del libro che tenevi in mano. Inutile a dirsi, io ne avevo moltissime, e credo che sia grazie a loro che ho sviluppato una sorta di dipendenza verso coloro che mi sanno raccontare una bella storia. I miei fidi compagni di viaggio sono Alessandro Barbero e Federico Buffa, rispettivamente: uno storico e un giornalista sportivo. C'è chi corre o cammina con overdosi dei Rolling Stones,io ascolto della seconda guerra di indipendenza italiana e delle vite dei grandi campioni NBA.
Superati i dieci chilometri ho iniziato a sviluppare la prima paura profonda,dovete sapere infatti,che in molte cascine toscane vengono lasciati dei cani da guardia, alcuni legati ed altri no.
Ora,parliamoci chiaro,io li adoro i cani,ma vedersi arrivare in lontananza un maremmano qualche brivido lo mette, che poi lo so che nella loro testa magari volevano solo farmi le feste e can che abbia non morde,ma stiamo parlando di circa 40 chili su quattro zampe!? E due volte mi è toccato "giocare" a nascondino. In una cascina diroccata mi stavo addirittura per lanciare dentro una siepe!? (Il cane si è lanciato e la catena lo ha bloccato per la cronaca).
Finita la zona bucolica intervallata da brevi partite a nascondino con i cani del posto, è iniziato la seconda parte del viaggio.
Sarà che ho visto troppe volte Frankestain Junior, ma quando le cose iniziano ad andare male, rido sempre ricordando Igor che dice: poteva andare peggio, poteva piovere.
La prima ora, superata la metà della tappa, sembrava di essere in un set cinematografico che univa highland scozzesi e atmosfere post apocalittiche ( in realtà l'atmosfera mi ricordava esattamente il film\libro "la strada" di Cormac McCarthy , ma non si in quanti lo abbiamo visto\letto). Dopo due ore nel set, ho imboccato un tratto della Cassia abbandonata, asfalto strappato a morsi e nessuna traccia di civilizzazione. Un paio di volte mi sono seduto in mezzo alla strada, mi sono guardato intorno e mi sono sentito piccolo come una formica. Paura e stupore,ecco cosa ho provato.
Nessuna ansia da consegna, niente connessione internet, nessuna spasmodica ricerca della migliore combinazione qualità prezzo al super mercato! Una situazione così semplice,così naturale che...ne ero intimorito.
Alla sesta ora di cammino si sono aperte le dighe,onestamente sarebbe stato più semplice andare in canoa piuttosto che a piedi ! Ho messo nelle cuffie la puntata più lunga di Federico Buffa ed ho continuato. Strada statale, fango indistinto, panchine fradice con vista su Valle ricoperta di nebbia, gentile automobilista che mi passa accanto lanciandomi contro un piccolo tsunami e, beh, ovviamente altro fango.
Pioggia,pioggia da ogni lato e di ogni suono. Pioggia sul poncho,pioggia dentro le scarpe,guanti zuppi e testa fumante. Vi confesso che a dodici ore dell'accaduto non ho tutto chiarissimo, nel finale ho anche attraversato una foresta e mi ero persino convinto che da un momento all'altro sarebbe spuntato un lupo!? Si lo ammetto,sono facilmente suggestionabile, nelle audiocassette di prima la parte in cui parlava la strega di Biancaneve mi mettevo le mani alle orecchie.
Insomma,da San Quirico a Radicofani mi ci sono volute nove ore di cammino, il momento più bello è stato sulla Cassia abbandonata, quel sedersi per terra mi ha davvero intimorito, ma è stato bellissimo. Mi Rimarrà Dentro.
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