Pensiero di backup 3531. "Votare da interisti e svegliarsi dopo le elezioni"
Stamattina mi sono svegliato di soprassalto, come se una secchiata di acqua gelida mi avesse colpito in piena faccia. Ho messo i piedi a terra ed ho aperto il tablet per leggere i risultati elettorali.
In ordine di sequenza, dopo la sopracitata azione, ho fatto le seguenti cose: pipì, bestemmia contro il movimento 5 stelle, lavato la faccia, bestemmia contro Salvini, asciugato la faccia, battuta stile Woody Allen sul suicidio elettorale del fantomatico partito di sinistra Liberi e Uguali, tolto la maglietta e iniziato gli esercizi di fisioterapia sul tappetino donatomi dalla mia nuova coinquilina.
Il fatto è che nell'intervallo di tempo tra l'esercizio di distensione degli adduttori e rilassamento dei dorsali, ho ripensato alla mia tessera elettorale sostanzialmente piena e la mia vita da tifoso nero azzurro, e confesso di aver trovato molti ( aimè troppi ) punti in comune.
Ma partiamo dalle origini.
Se si esclude una brevissima parentesi milanista nel corso della terza elementare, con una altrettanto breve escursione da tifoso bianco celeste (a volte ci si dimentica di quante cose strane si sono fatte da piccolo), posso tranquillamente dire di aver iniziato alla età di undici anni la mia carriera da sostenitore della beneamata. La scelta è avvenuta quasi per cooptazione, e nonostante Freud abbia speso fiumi di inchiostro sulla rivalità padre e figlio, ricordo di aver iniziato a tifare Inter dopo aver visto il doppio passo di Ronaldo contro Marcheggiani nella finale di coppa Uefa. Fu una partita stupenda, volevo molto bene a mio padre, e il buffet a casa del suo collega dove guardavamo la partita era ottimo (anche se oggi ho trent'anni, la qualità del buffet rimane sempre un valido criterio di scelta).
L'opinione politica invece, si è plasmata nei primi anni del liceo, e nel settembre del 2001 ( giorno in cui misi piede nel liceo scientifico Elio Vittorini), la scelta era abbastanza obbligata. Dal mio candido punto di vista, combattere il berlusconismo nel suo più lungo mandato, era paragonabile alla lotta della alleanza ribelle contro il potere centrale. Andare alle riunioni dei collettivi e alle manifestazioni contro Bush aveva il fascino di salire sopra un' ala-X e lanciarsi alla distruzione della morte nera. Il più grande difetto di questo mio paragone con guerre stellari è che dalla parte del nemico non c'era nessun fascinoso Darth Vader, ma solo un ammasso di gelatinosi Jabba de Hutt ( per chiarimenti digitare su google immagini: Rocco Buttiglione).
Insomma, come ogni scelta giovanile, tutto iniziò con grande impeto, sfortunatamente, negli anni, ho assistito a molte sconfitte e pochissimi gloriosi successi.
La cosa buffa di questa analogia è che sono stato estremamente partecipe negli insuccessi quanto clamorosamente assente nei pochi successi.
Partiamo dalla ferita più grande, il 22 maggio 2010 preferì uscire con la mia ex-ragazza anzi che vedere la finale di Champions ( se ci penso troppo mi viene quasi da piangere, lo ammetto), qualche anno dopo, quando il centro sinistra riuscì a prendere il 40 % alle europee avevo appena iniziato il periodo romano ( sostanzialmente riassumibile nella spesa media di 20 euro al giorno in birra) e mi ero totalmente disinteressato della cosa pubblica.
Nel 2002 ad esempio, decisi di andare a Roma per festeggiare allo stadio Olimpico il campionato dell'Inter dopo un lungo digiuno. Le sensazioni provate allora ( se c'è qualche inconsapevole, sappiate che quel giorno l'inter perse 4-2 una partita in cui segnò un panchinaro di nome Poborsky mentre la sua tifoseria lo insultava perchè stava facendo vincere l'ennesimo campionato alla Juventus), credo abbiano avuto un riverbero nel leggere che Clemente Mastella faceva cadere il governo di Romano Prodi. Rimanendo nello stesso campionato, ritengo che il fallo da rigore di Iuliano su Ronaldo nello scontro diretto di Torino può trovare dei parallelismi con la crisi di governo scatenata da Bertinotti.
Insomma, di esempi su sconfitte parallele potrei scriverne per ore, ma è' difficile descrivere cosa si prova nel tifare una squadra che ti fa piangere nel 90 % dei casi del dolore mentre il 10% di felicità, ed è altrettanto difficile spiegare come di fronte a una guerra tra forze ribelli e potere centrale si speri sempre che qualche Jedi esista ancora. Un Luke Skywalker che riporti la luce quando dall'altra parte c'è un candidato alle regionali che parla di razza bianca, un tizio amico intimo della nipote di Mubarak o un candidato alla ministero dello sviluppo economico antisemita.
Stamattina mi sono svegliato, e forse la cosa che mi ha fatto più sorridere è stato ricordare che il primo voto che io abbia mai espresso in vita mia è stato per Dario Fo in delle lontanissime primarie per il sindaco di Milano.
Lo ammetto, votare centro-sinistra e tifare Inter rimmarrà sempre un mistero buffo a cui non saprò mai davvero rispondere.
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