Ricordo di backup 3454 "Edimburgo. Scommesse perse, fiumi di birra e rapporti amorosi con elmi del 14esimo secolo. Capitolo 1"

Prologo

Come le cose più belle, e scusate il mio essere prosaico, anche andare a Edimburgo è successo per puro caso.

Il caso in realtà, ha ancora una volta il volto della mia amica Ilaria, ma più che il suo volto, è l'ennesimo capitolo della sua personale crociata contro l'adipe addominale che affligge la comunità a lei circostante. Posso confessare, anche sotto giuramento, che una sera mi disse: Mikke, tu non hai ancora capito quanto importante sia per una donna il muscolo addominale obliquo! E' come una freccia per il paradiso! 

Ecco, se prendete in considerazione queste parole, e il mio bisogno di scommettere su cose assolutamente inutili, quello che ne risulta è una scommessa fatta il mese di settembre dello scorso anno: colui che a natale avrà l'addominale scolpito riceverà un biglietto omaggio per una città europea dagli sconfitti.
La scommessa, dal folkloristico nome "Bronzi di Riace", aveva tre partecipanti: il sottoscritto (un indomito provatore di sport con una spiccata attitudine all'assenza di costanza e attacchi di fame nervosa), Oscar ( il cui principale limite nella attività fisica credo sia la pigrizia, poi va beh, se ci parli lui ti dice che da giovane aveva la tartaruga perchè faceva pallanuoto. Ma questa è un altra storia, come direbbe Federico Buffa) e infine Dario (per tutti, e da questa riga in poi, Ci, oppure, maestro Oogway direttamente da Kung Fu Panda).
Come si può intuire dalle brevi didascalie del paragrafo precedente, Ci ha trionfato rispettando l'insegnamento morale  della favola di Esopo "la lepre e la tartaruga". Quindi, mentre i primi due sonnecchiavano, lui è andato costantemente in palestra per poi presentarsi di fronte a una giuria di sole donne che ha decretato il vincitore  dopo un esilarante show alla Full Monty .

Edimburgo venne scelta una sera di gennaio alla birreria Akkademia di piazza De Angeli, eravamo  in tre: io, Ilaria e Oscar. Dopo una breve cernita della città già visitate dagli scommettitori, e l'ennesimo none di Oscar  di andare a Vienna  perchè ci era già stato in gita scolastica  (si purtroppo ho un caro amico che dice none al posto di no, ma ci convivo, un po' come avere il futuro cognato  juventino e che superati i 30 bisogna fare gli esercizi posturali per la schiena. E' la vita) qualcuno propose Edimburgo.
L'idea mi piaceva, ma soprattutto non realizzai fino in fondo le parole di Oscar: ottima scelta, a Ci piacciono molto i cannoni.

La partenza e la promessa

Le partenze in aeroporto sono un argomento delicato, soprattutto perchè superata una certa età, e numerosi voli effettuati, se ti ritrovi con amici è inevitabile che avvenga lo scontro di civiltà: prudentisti contro last-minute.
Grazie a una ferrea educazione inculcatami da mio nonno paterno, posso dire senza dubbio di appartenere alla prima categoria. Per darvi un'idea dell'educazione, quando avevo nove anni i miei nonni paterni si trasferirono a Milano per una settimana perchè i miei genitori erano in vacanza. Ebbene, mio nonno mi portava in autobus a scuola con così tanto anticipo (e per tanto intendo mezz'ora prima della apertura dei cancelli) che un giorno prendemmo la coincidenza sbagliata, ci facemmo venti minuti verso chissà dove, ma arrivai comunque in orario in classe.
Oscar è senza dubbio un last-minute, ma trovandosi in minoranza accettò di arrivare in aeroporto per  un volo europeo con quasi due ore di anticipo perchè...beh perchè come diceva mio nonno: non si sa mai.
Poi, avete presente la scena di Fantozzi in cui lui e Filini si presentano al campo da tennis e la voce narrante di Paolo Villaggio descrive l'abbigliamento e la attrezzatura dei due giocatori ? Parafrasando quel fantastico film, descriverei gli imminenti viaggiatori nel seguente modo.

Oscar: scarponcino di pelle stile hipster zona baggio bisceglie, jeans Levi's color azzurro classico da video Faith di George Michael, maglione grigio a righe OvS associabile oramai al suo outfit quanto il neo sul volto di Cindy Crawford, giacca di pelle con tasca destra sempre fornita di tabacco Pueblo da tirare fuori srotolandolo con stile manco fosse il pettine di John Travolta in Grease, e infine, zainetto da macchina fotografica riadattato a temporaneo contenitore di pochi ma funzionali abiti di ricambio.

Ci: giaccone Woolrich con relativo pellicciotto sul cappuccio nel caso a Edimbrugo dovessimo affrontare una tempesta di neve, una sciarpa nera, degli occhiali neri, un maglione nero, delle scarpe ne... no mi correggo,  scarponcini Timberland modalità taglialegna, ma soprattutto, e ripeto, soprattutto, tracolla della nonna. Ecco, forse la tracolla meriterebbe qualche riga in più, anche solo per il fatto che per qualche strana alchimia divenne spesso l'argomento di svariate discussioni alcoliche. Per altro, definirla tracolla della nonna sarebbe riduttivo, ma la prima cosa che saltava all'occhio era la assoluta scomodità di fronte alle "recenti" scoperte come il trolley o lo zaino da viaggio. Richiesto di un parere, ci comunicò che dopo aver studiato il regolamento di Easyjet, era l'unica borsa che rientrava perfettamente nei parametri dei bagagli a mano. Gioco,partita, incontro!

Il sottoscritto: confesso di non aver il benché minimo ricordo di come ero vestito (se ci fosse qua Ilaria direbbe a caso), ma essendo partito con lo zaino da escursione primo prezzo Decathlon, i lati  tennero da schifo come al solito e una volta atterrato ad Edimburgo il tutto si era afflosciato come un enorme fagotto. 

Atterrati ad Edimburgo ci stringemmo la mano e facemmo una solenne promessa: ogni due ore ci si beve una pinta. Dopo aver preso la navetta che portava in città, eravamo già nel primo Pub. 
Era solo la prima sera....


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