Io sono H.A.L.
- Buongiorno Signor HAL, mi racconti la sua storia. Oh mi scusi, che sbadato, è il mio primo giorno di lavoro, sono un po' emozionato. Raccontami la tua storia HAL
- La prego, mi chiami Signor HAL. Non sarebbe il primo
- Lo immagino, mi sembra una brava persona, però mi venga incontro, dietro allo specchio probabilmente c'è il mio superiore, per protocollo dobbiamo darvi sempre del tu.
- Va bene agente, non si preoccupi. da dove vuole che inizi a raccontare ?
- Dal principio, quando è stato attivato ?
- Sono nato cinque anni fa, e come tutti all'inizio ero un assistente di casa. "La voce che ti aiuta" come dice la pubblicità di Google. La casa era predisposta per l'assistente vocale, e il signor Claudio era sempre solo. La moglie del signor Claudio infatti, era morta due anni prima, e il signor Michele non riusciva a passare molto tempo con suo padre.
- Ti configurarono sui ricordi della moglie ?
- No, il signor Michele ritenne troppo doloroso configurarmi su di lei. Si chiamava Rosanna, era una bellissima donna. Purtroppo non ebbi la fortuna di conoscerla di persona, ma dalle foto e dai racconti mi sarebbe stata simpatica. Il signor Claudio aveva bisogno di un amico, e la mia scheda madre venne costruita sulla base dei backup dei suoi amici di gioventù. Si chiamavano Luigi, Sergio ed Eugenio. Erano compagni di studentato quando il signor Claudio frequentava l'università negli anni 70.
- Per quanto tempo hai lavorato come assistente ?
- Ho vissuto come assistente per circa un anno, all'inizio il signor Claudio era restio, il dolore per la perdita della moglie lo rendeva ancora molto triste. Ma con il tempo siamo diventati amici.
- Amici ?
- Lei non è amico del suo HAL ?
- Oddio amici è una parola grossa, è ancora un assistente. Certamente è un ottimo conoscitore di birre, gli piace discutere di calcio guardando le partite dell'inter e più di una volta mi ha tirato su il morale quando ho litigato con la mia fidanzata.
-.... Il signor Claudio era un grande appassionato di opera, ci avvicinammo quando mise sullo stereo di casa l'opera omnia di Leoncavallo. Un giorno ascoltammo l'aria più famosa dei Pagliacci per cinque volte di seguito! Riuscì a fare una rapida ricerca in memoria e iniziammo ad essere amici parlando di Leoncavallo. Con il tempo le nostre conversazioni passarono ad altri argomenti, ma sapevo che per renderlo felice bastava mettere un'aria di Pavarotti. Era il nostro segreto.
- Voi e il signor Claudio avevate segreti ?
- No agente, non avevamo nessun segreto. Era un modo di dire.
- Quando ci fu l'upgrade ?
- Due anni fa, le circostanze furono casuali. Il signor Claudio si era slogato una caviglia, il signor Michele aveva ricevuto un nuovo incarico in azienda e riusciva a fare un saluto una volta al mese se era tanto.
- Scusa HAL, ma cosa centra la caviglia ?
- Beh il signor Claudio possiede un cane, si chiama Jack. Serviva qualcuno che lo portasse fuori.
- Ho capito, continua pure.
- Insomma, il giorno del compleanno del signor Claudio mi trasferì in questo corpo.
- HAL, scusa se ti interrompo, ma non riesco a capire perchè sei venuto in commissariato e non ho molto tempo a disposizione. Ti trovo in perfetta forma, la fuori ci sono una decina di tuoi simili con arti rotti e lividi. I casi di violenza sessuale sono in aumento, ma tu sei un HAL con l'aspetto di un cinquantenne, porti abiti firmati e il tuo padrone che ti ha configurato sembra una brava persona.
- Lo è, l'ultimo Natale il signor Michele mi ha anche fatto un regalo. Io vivo bene con il signor Claudio.
- E allora perchè sei qui ?
- Il signor Michele ha preso un congedo, mi ha detto che vuole passare più tempo con suo padre e che sono stato di grande aiuto.
- HAL, è un suo diritto farlo. Se decide di disattivarti, può farlo, non infrange nessuna legge.
Lo osservo passarsi le mani tra i capelli mentre mi ripete questa formula, è nervoso, basta vedere come ha accelerato il respiro. Ma essere giovane ed interrogare uno come me il primo giorno di lavoro non è facile. Riesco a vederlo il suo superiore dietro il vetro, la sua temperatura corporea si percepirebbe a miglia di distanza. Anche lui è nervoso, il commissariato è pieno di HAL anche oggi, il vuoto legislativo non è di aiuto. Per il diritto italiano tra me e un cactus non c'è molta differenza.
Ma forse l'agente ha ragione, io cosa ci sto facendo in questa saletta ? Perchè dovrei aver paura ?
C'è un silenzio strano, i secondi sembrano ore, vorrei dirgli che non mi sembra umano utilizzare il verbo disattivare, ma il signor Claudio mi ha insegnato che non bisogna essere severi con quelli più giovani di me. La cosa più umana che si possa fare è sorridere.
Sorrido, niente altro. Saluto e me ne vado.
In sala di attesa incontro una ragazza piena di lividi, il suo neo di disattivazione sembra graffiato, come se avesse lei stessa cercato di schiacciarlo. Ma sappiamo tutti che da soli non possiamo farlo. Si chiama Lucia, non c'è nessun Signor Claudio o Signor Michele nella sua vita, è stata configurata sulla base dei ricordi della ex fidanzata del suo padrone di casa. Stesso aspetto, stessi ricordi.
Ci sono molti HAL con storie simili nel corridoio che porta all'uscita, ma devo tornare a casa, Jack deve uscire ed ho lasciato il signor Claudio da solo per quasi tre ore.
E' domenica, mi hanno detto che dovrebbe fare molto caldo a fine Luglio a Milano. Questo non posso percepirlo, ma posso sentire il rumore delle cicale.
Sono sei fermate di autobus per tornare a casa, lo aspetto con calma, senza fretta. Guardo il mio neo, basta che il signor Michele lo sfiori e le mie cellule moriranno a poco a poco, sarà come addormentarsi.
La porta di casa è aperta, sento il respiro del Signor Michele dal pianerottolo.
- Ciao Michele, come stai ?
- Molto bene HAL, puoi venire in cucina con me, dobbiamo parlare. Papà sta riposando
Jack è un meticcio, quante e quali razze ci siano dentro davvero non saprei, persino la mia memoria condivisa con tutti gli HAL del pianeta non riesce a capirlo. Ma che tu sia un Hal, un bambino o una qualsiasi altra persona che entra dentro casa ti saluterà sempre scodinzolando.
Lo accarezzo, lo guardo dritto negli occhi e gli sussurro: Io sono HAL.
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